MirKo Sabatini

Ella guru

Mister X

copertina ella guru - mister x

Anno pubblicazione:1998
Etichetta: Bubol Gabol

  • Zombi
  • Mister X
  • Il mostro della palude di Rimini
  • Fottuti dedali
  • Forze del bene
  • Uccidere straker!
  • La citta' morta
  • Apocalypse cow
  • Killer in fabula
  • La sfinge nella casa
  • Blue Velvet

Formazione

Massimo Semprini: Sax alto e soprano
Gerard Antonio Coatti: Trombone
Giorgio Casadei: Chitarra elettrica
Marco Dalpane: tastiere
Vincenzo Vasi: Basso elettrico
Mirko Sabatini, Claudio Trotta: Batteria
Nicola Zonca: Marimba
Stefano De Bonis: tastiere

Recensione di Lino Terlati

Ed ecco arrivare il secondo capitolo dei nostrani Ella Guru, dopo l'interessante "Morbius".

"Mister X" non delude le aspettative, e' un lavoro incantevole. Un viaggio grottesco e surreale nel mondo della celluloide eseguito in modo originale; vi e' anche la ripresa della colonna sonora di un film della serie "U.F.O." e cioe' "Uccidere Straker". Sorprende "Fottuti dedali" che se non fosse per l'aria jazz che si respira, almeno per il cantato potrebbe essere tranquillamente un pezzo del primo Banco Del Mutuo Soccorso di Francesco Di Giacomo, con una vena dissacratoria in piu'.

"Mister X" e' un'incredibile motivo adatto come colonna sonora ad una spy-story; liquidissime e celestiali le tastiere di Stefano De Bonis di stampo Rundgreniano. Un pezzo che contiene tutto, complicato eppure accessibile, piano piano, le tastiere sembrano entrare nel mondo di Pat Metheny passando per una melodia sanremese, davvero stupefacente ed incredibile, grande livello tecnico e fantasia che escono dalla penna del geniale Giorgio Casadei.

"Il mostro della palude di Rimini" e' divertentissima e difficile, con gustosi ticchettii di marimba. Si', insieme ai C.O.D., ma per una via stilistica diversa gli Ella Guru sono davvero innovatori, in quanto riescono a far divertire con una grande complessita'. Avanguardia per le masse. "Apocalypse cow" l'apocalisse della mucca pazza o semplicemente la pazzia degli uomini, mi riporta indietro nei tempi, ai famosi punti Invernizzi e alle mucche Caroline.

Ecco gli Ella Guru, affondano la loro cultura nel nostro paese soprattutto nei passati anni del benessere italiano. Ci sarebbe da scrivere per ore su un disco come questo, non trovo nessun pezzo deludente, e questo, grazie alla fertile penna di Giorgio Casadei. Difficile prevedere se questo progetto, per ora unico in Italia, avra' la forza di attecchire presso il grande pubblico, ma qui dobbiamo essere noi a passare-parola, magari introducendo agli amici un pezzo come "Zombi" intelligentemente eseguito con mille strumenti.

C'e' anche spazio per il fascino dell'ambiguita' espresso attraverso la rilettura di "Blue Velvet" con alla voce Eva Robins, bravissima e fascinosa, vera chanteuse notturna sdraiata su palcosceni di velluto viola. Grande e nostalgico pezzo, arrangiato e prodotto magistralmente come tutto l'album.

Chissa' che il prossimo progetto Ella Guru non sia proprio un album di Eva Robins! Sarebbe meraviglioso! Ma intanto "Mister X" ci terra' compagnia per molto tempo, imprigionandoci nelle sue spirali vorticose.

Ella Guru, una band con tutte le carte in regola.

(21-10-1998)

filetto divisore

Morbius

copertina ella guru - morbius

Anno pubblicazione: 1997
Etichetta: Underground

  • Hotel Barton
  • Ray
  • Liquidi
  • Crystal ling
  • No angels
  • Pink Panther
  • Black gun
  • Il coltello di Avenarius
  • Aenemon
  • Ticket to ride
  • Onyx2
  • Dottor Morbius
  • Ike
  • Tuca-tuca
  • D-ark
  • Mekanisme
  • Treegon
  • Alieni in azione
  • Stone over
  • Try'in to grow a chin
  • Erudizione

Formazione

Giorgio Casadei: guitar
Massimo semprini: alto sax
Gerard Antonio Coatti: trombone
Vincenzo Vasi: bass, vocals
Mario Dalpane: Keyboards
Mirko Sabatini: drums

Recensione di Lino Terlati

Formazione dell'Emilia-Romagna preparatissima ed inusuale quella degli Ella Guru che oltre a "Morbius" hanno appena pubblicato in questi giorni un secondo cd chiamato "Mister X" e che mi affrettero' a comprare! Potrebbero diventare una vera e propria cult band.

Il cd sviluppa diversi temi in bilico fra free-jazz e suoni contorti, operazione che era riuscita molto bene ai Mistakes, gruppo californiano guidato da Henry Kaiser e di cui gli Ella Guru sembrano essere un parallello, ma con in piu' una grande dose d'ironia ("Stone over").

21 tracce affascinanti fra cui 4 covers come il tema di "Pink Panther", "Ticket to ride" di Lennon-McCartney, "Tuca-tuca" di Raffaella Carra' e "Tryn to grow a chin" di Zappa (non poteva mancare). Una filosofia veramente strana ma affascinante. La versione di "Tuca-Tuca" e' grandissima con una chitarra indiavolata e sempre il trombone ed il sax da contorno, e la voce da orco che imperversa, in una dissacrante rilettura.

Diviso in mille sfaccettature "Morbius" e' un 'elaborazione molto complessa. Pare come una molecola che e' composta di un unico materiale ma che al suo interno si scinde in mille elementi, mutando le coordinate.
Gli Ella Guru ricreano mille mondi diversi e le composizioni potrebbero essere paragonate alle varie fasi della vita, un inizio, lo svolgimento del tema e la conclusione. "Black gun" e' esemplare.


"Liquidi" fra orchestre, voci scherzose e funk urbano e' un altro luminare esempio di anti-commercialita', certo se gli Ella Guru potessero collaborare con Fatur nascerebbe un combo stralunato come non mai ed un'intesa perfetta.

Una band fuori dal mondo. Allora come mi sento dopo aver ascoltato questo disco? Naturalmente mi sento piu' erudito! (Ah, ah, Ah...)
(21-09-1998)

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